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Chiaramente.. Tango!!

November 05

COSA VUOI CHE SIA?

Gli occhi fanno quel che possono
niente meno e niente più
tutto quello che non vedono
è perchè non vuoi vederlo tu

cosa vuoi che sia

passa tutto quanto
solo un po' di tempo e ci riderai su
cosa vuoi che sia
ci sei solo dentro
pagati il tuo conto e pensaci tu

è la vita in cui abiti
niente meno e niente più
sembra un posto in cui si scivola
ma queste cose le sai meglio tu

cosa vuoi che sia
passa tutto quanto
solo un po' di tempo e ci riderai su
cosa vuoi che sia
ci sei solo dentro
pagati il tuo conto e pensaci tu

chi ama meno è meno fragile

tutti dicono così
ma gli occhi fanno quel che devono
solo tu puoi non accorgerti

e il mondo che ti dice
"tu pensa alla salute"
e c'è chi pensa a quello
a cui non pensi tu

e il mondo che ti dice
"tu pensa alla salute"
e c'è chi pensa a quello
a cui non pensi tu

cosa vuoi che sia
passa tutto quanto
solo un po' di tempo e ci riderai su
cosa vuoi che sia
ci sei solo dentro
pagati il tuo conto e pensaci tu

e il mondo che ti dice
"tu pensa alla salute"

e il mondo che ti dice
"tu pensa alla salute"

La lentezza

Caspita non ho più scritto nulla dalla notte in cui vincemmo i mondiali!
 
Incredibile!!
 
Eppure me ne sono successe di cose.. tante e varie (ed eventuali)!
 
Ovviamente  a livello professionale.. e dove sennò?
A cuore stiamo ancora ai blocchi di partenza... da secoli!
 
Prevedo a breve una visita ad una serata di speed date.. dai sapete benissimo cosa è un speed date..
comunque chi non lo sa.. avrà qui presto spiegato l'inguanguano.. vi racconterò tutto con la solita
dovizia di particolari e senza peli sulla lingua!
 
Ho voglia di divertirmi, gente!
Ho voglia di uscire e fare danni..
 
state attenti..
 
 
July 10

9 LUGLIO 2006 - UNA NOTTE CHE FA LA STORIA

Emozioni infinite nei 120' più rigori di Berlino. Una lunga sofferenza che esplode in un urlo liberatorio. Il rigore di Grosso apre le danze per una festa che ci ripaga dei 24 lunghi anni di attesa

Campioni del Mondo,

campioni del Mondo,

campioni del Mondo,

campioni del Mondo!

 

Quattro volte, come i 4 titoli che abbiamo conquistato, come le quattro stelle che adesso potremo mettere sulla maglia azzurra. Non è stato facile, ma faticoso, impegnativo, sofferto. Ma proprio per questo adesso ce lo godiamo ancora di più. E rivediamo come in un film le immagini degli ultimi 120’ di gioco più i rigori: dal penalty a freddo di Zidane al gol del pareggio di Materazzi, dal gol annullato a Toni al brutto gesto di Zidane, ai rigori finali, con l’errore di Trezeguet e il gol decisivo di Grosso sopra a tutto.

E finalmente è giunto anche il giorno della rivincita. Finalmente ad alzare la coppa ci sono i Fratelli d’Italia e a guardare basso, a chiedersi "perché?", sono i Figli della patria. Finalmente sorridono gli Azzurri e masticano amaro i Bleus. Finalmente si sono rovesciati i ruoli in un copione che negli ultimi anni aveva dato luogo a una messa in scena ripetitiva e, per noi, particolarmente dolorosa. Tutto spazzato via grazie alla magica, interminabile notte di Berlino.

Spazzata via l’eliminazione agli ottavi del Mondiale messicano nel 1986, spazzato via il quarto perso ai rigori in Francia nel 98’; spazzato via, soprattutto, l’incubo di Rotterdam, la finale dell’Europeo del 2000, nostra fino al 94’, pareggiata da Wiltord e persa per via del golden gol di Trezeguet. Un fantasma che Domenech ha artatamente evocato schierando nel finale proprio i due castigatori dell’Italia di Dino Zoff, ma gli ha detto male: Trezeguet ci ha restituito (con 6 anni di interessi) quanto ci aveva tolto all’Europeo. Bene così! Una vittoria come quella di questa sera cancella tutto e definitivamente.

Raramente la Storia ci tocca in maniera così nitida, riconoscibile come in queste occasioni. Oggi ciascuno di noi ha fatto la storia, la sua storia e, insieme a tutti gli altri, la Storia con la "s" maiuscola. Conserveremo nella nostra memoria le immagini e le emozioni di questa nottata e le racconteremo finché avremo fiato per farlo. E’ una fortuna e sarà un orgoglio poter dire che c’eravamo, che abbiamo visto e, anzi, abbiamo partecipato a questa grande festa collettiva, raro momento unificante per un Paese che ha contrapposizioni e spaccature nel suo Dna.

Per tutto ciò dobbiamo essere grati ai 23 campioni del mondo. A tutti e 23, nessuno escluso e nessuno in particolare perché ci hanno dimostrato con i fatti che una grande ovvietà che ci siamo spesso sentiti ripetere, "a vincere è il gruppo", talvolta può diventare una non ovvia realtà. Un nome però va fatto ed è quello di Marcello Lippi, artefice di questo piccolo miracolo, testone e caparbio nel credere in questo gruppo, ostinato nelle sue scelte anche quando tutto il mondo gli chiedeva altro, bravo a preparare le partite, bravissimo a leggerle (si può dire che non abbia sbagliato una sostituzione), furbo nel trattare con il "mondo esterno", preparato e competente. Doti non comuni che fanno di lui un vincente e che gli porteranno ancora fortuna e onori, anche se a oggi non è dato sapere dove. Doti che soprattutto ci mancheranno molto e delle quali dovrà mostrare possesso chi sarà chiamato a raccogliere una così onerosa eredità se vorrà tentare di aprire un ciclo vincente con questa squadra, anzi, con questo gruppo.

Diego Antonelli

(La Gazzetta dello Sport)

June 20

Oggi sono un po' pensierosa...

Ogni Mio Istante - Negramaro

 

Sei come vorrei che fossi io
amore mio

senza paure

fai sempre di me
quello che vuoi a modo mio 

senza rancore

se cado giù sei mia
risalgo e tu sei mia
lascia che sia come vorrei
ogni mio istante

sei come vorrei che fossi io
amore mio

senza paure

fai sempre di me quello che vuoi
a modo mio

senza rancore

voglio di più e sei mia
non chiedo di più e sei ancora mia
ma lascia che sia come vorrei
ogni mio istante
ogni mio istante
ogni mio istante

sai come vorrei
che fossi io 

amore mio

a dirti addio…

June 04

Pablo Neruda

Soneto XX

Mi fea, eres una castaña despeinada,
mi bella, eres hermosa como el viento,
Mi fea, de tu boca se pueden hacer dos,
mi bella, son tus besos frescos como sandías.
Mi fea, dónde están escondidos tus senos?
Son mínimos como dos copas de trigo.
Me gustaría verte dos lunas en el pecho:
las gigantescas torres de tu soberanía.
Mi fea, el mar no tiene tus uñas en su tienda,
mi bella, flor a flor, estrella por estrella,
ola por ola, amor, he contado tu cuerpo:
Mi fea, te amo por tu cintura de oro,
mi bella, te amo por una arruga en tu frente,
amor, te amo
por Clara y
por oscura.
 
 
 
 
 
 

SONETTO XX

 

Mia Brutta sei una castagna spettinata.
Mia bella, sei bella come il vento.

Mia brutta, della tua bocca se ne può far due.
Mia bella, son freschi i tuoi baci come angurie.

Mia brutta, dove stan nascosti i tuoi seni,
son minuscoli come due coppe di frumento.
Mi piacerebbe vederti due lune sul petto,
le torri gigantesche della tua sovranità.

Mia brutta, il mare non ha le tue unghie nella sua bottega.
Mia bella, fiore a fiore, stella per stella, onda per onda,
amore, ho contato il tuo corpo.

Mia brutta, t’amo per la tua cintura d’oro.
Mia bella, t’amo per una ruga sulla tua fronte.
Amore, t’amo

perché sei Chiara e

perché sei oscura.

 
 
 
 
 
 
 
May 30

Ferrara e il Palio

PALIO DI FERRARA 2006,
UN MASSACRO DI ANIMALI.
L’ENPA: NO ALLE CORSE, I CAVALLI LE PAGANO CARE

L’Enpa protesta contro il Palio di Ferrara e ogni analoga manifestazione, i cui esiti sono tristemente evidenti nella sorte di tre cavalli, uno ricoverato e ingessato e due abbattuti per le ferite riportate nella gara. Erano otto gli animali a partecipare alla contesa, ma solo cinque sono arrivati vivi al traguardo, mentre la folla incitava alla vittoria la propria Contrada.
Il Palio esiste da centinaia di anni, questa è la motivazione per cui nonostante reiterate proteste si continua a fare del male ai cavalli anno dopo anno. La tradizione, però. Avverte l’Enpa, non può essere una giustificazione a perpetuare un rituale che nulla perderebbe della sua suggestione se ci si limitasse alle magnifiche sfilate in costume, o a giochi di abilità tra persone che si contendono un premio.
Gli animali non possono e non devono essere gli strumenti di una gara in cui sistematicamente, ogni anno, pagano un tributo di sangue per il divertimento di una folla che forse non è consapevole della sofferenza provata da questi esemplari, nella migliore delle ipotesi sfruttati fino al loro massimo limite fisico; è accaduto in molte corse ippiche, in tutta Italia, come dimostrato da un recente blitz cui hanno preso parte le Guardie zoofile dell’Enpa.
L’Enpa chiede quindi che Ferrara segua l’esempio di altri Comuni italiani, dotandosi di un regolamento che vieti ogni maltrattamento agli animali, anche lo storico Palio, che non si limita a una gara di sfortunati equini, ma è un momento di rievocazione storica che potrebbe assumere ben altre valenze culturali senza ulteriori spargimenti di sangue.

A questo comunicato si è unita anche la lettera al Comune scritta e sottoscritta dagli associati alla LAV che non riporterò perchè sostanzialmente dice le stesse cose, se non in termini ancor più duri.
Da una ferrarese amante delle tradizioni, sono sempre stata molto attenta nel promuovere la mia città e la sua meravigliosa storia, tuttavia sono anni che non partecipo più al Palio (una gara più terribile e dura della sua omonima senese) perchè straziata dalla visione di queste meravigliose creature costrette a correre in condizioni asssurde per la gioia di decine contradaioli.
Chi c'era testimonia che, esclusi i pochi contradaioli, il pubblico raccolto in Piazza Ariostea piangeva e piangeva guardando quei poveri cavalli agonizzanti.

Mi chiedo quale è il limite tra il preservare delle 'tradizioni' storo-culturali (CORRIDE, PALII, gare tra galli o cani, per l'Italia, ma a questo punto anche l'infibulazione delle bambine in altri luoghi) e i diritti degli esseri viventi.

Forse vi farà arricciare il naso che io paragoni la sofferenza di un cavallo bajo o di un toro murciano con quella di una bambina di Bagdad... Io amo gli animali come gli esseri umani, ma forse pretendere che ci sia ovunque rispetto di essi nella stessa misura sarebbe da ingenui. Chiamatemi ingenua. Il fatto è che continuerò a boicottare ed ad agire contro chiunque maltratti animali.

 

www.infolav.org/

www.enpa.it/

 

May 25

Amicizia, sesso o amore?

"Noi abbiamo un bel legame di affetto, di familiarità, di confidenza e ci assomigliamo molto.. quando siamo qua.. nel mondo virtuale.. in messenger...  Solo che quando siamo vicini di persona scattano anche cose diverse.. attrazione, desiderio.. e quella familiarità diventa voglia dell'altro.. è un passaggio dalle parole alla pelle".
 
 
Voi come commentate questo?
I due personaggi in questione sono AMICI o COSA?
E che limite esiste nell'agire.. tra due persone che si ritengono amiche, se un limite ci deve essere?
I due si stanno usando, giocano o questo grovigio di anime ha a che fare con qualche tipo di sentimento?
 
 
 

 
May 15

Le singles sono pericolose??

Mi è capitato di sentire spesso uomini dire questa cosa.. "Evito le ragazze singles, cerco di uscire solo con donne sposate o impegnate.. avere a che fare con una libera può essere fin troppo impegnativo. Lei tende a proiettare su di te il suo bisogno di una storia stabile e quindi sin dall'inizio della storia i ruoli di entrambe le parti in causa vengono sfalsati.." in pratica.. MEGLIO EVITARE LE SINGLES!
 
Come mai io trovo agghiancianti questi discorsi?
 
Perchè è buona norma ritenere la donna single pericolosa o praranoica.. mentre l'uomo single è un furbacchione rubacuori?
 
 
May 13

Tradurre = Tradire?

Ho sempre avuto la passione di riscrivere le canzoni che mi piacevano in altra lingua.. non è tradurre.. e neanche tradire.. è rielaborare... Stessa sorte di questa Quello che non c'è di Manuel Agnelli è toccata a Acrobat, Streets, Homecoming, Unforgettable fire e Bad (per citarne solo alcune) degli U2. Buona lettura.. e mi raccomando cantatela intanto che la leggete.. il 'motivetto' lo conoscete..

 

 

NOTHINGNESS

 

I've got a picture
a black and white
it's just a child, he's got a gun
he shoots a ghost
made of smoke
it's just the nothingness

 

I've lost my angel
my lips are sour
this emptyness of color that
lick my face
but I can walk on water with my wings and
I breathe the nothingness

 

You need a choice, you need control
all those memories  are here to give back that child
the only key to happiness is rebellion to
this nothingness
 
But here's the dawn to light me and it's here for me
sometimes the day it's not as whiter or brighter as it seems
just fucking off myself
fucking off  the world
and it's  just nothingness

 

 

May 11

TANGO!!!

La musica? E’ una cosa meravigliosa!

La musica la puoi cantare, la puoi suonare.. ma da sempre uno dei sistemi più diretti e coinvolgenti di viverla è il ballo.

Ballare è estraniarsi, rimanere soli col proprio essere, è sciogliersi nel tempo e nello spazio di una canzone, è entrare dentro a quelle note e renderle tue lasciando che diventino gesto aggraziato o sensuale, piuttosto che istintivo e animale. E’ come un monologo meraviglioso ed ancestrale.

Ma se tu balli, e scegli una danza di coppia come il tango, tutto è diverso.

Incominciando a ballare il tango il confronto col ballerino è stato il primo approccio che mi ha fatto sorridere e riflettere.. è stata una cosa nuova per una ragazza come me, trentenne del 2000, cresciuta a discoteca e musica house.

Nel tango ti confronti con l’altro e a volte lo sfidi o, se va bene, condividi con lui la percezione della musica, che sicuramente va al di là della ritmica, del tempo e delle liriche.

Improvvisamente ti ritrovi consapevole di diventare qualcosa che torna ad essere fisico, materiale, ora non ti puoi estraniare nella percezione personale e soggettiva del suono, non puoi proprio.. a meno che tu non abbia la masochistica volontà di essere una ballerina che non vuole farsi guidare dal suo compagno!

Il tango è diventare parte di un gioco a 2, sei un tassello di un puzzle ridotto ai minimi termini, se sei elegante anche l’altro lo è, se sbagli l’altro sbaglia con te, se sei appassionata l’altro ti risponderà.

Il tango è mettere in scena un vero e proprio dialogo a 2, una dialettica di silenzi in cui il corpo, gli sguardi e il respiro diventano le uniche parole possibili.

 

 

 
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